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Coronavirus e Vitamina D

BLOG - La lezione del Coronavirus

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Ad oggi non esiste ancora una cura certa contro Covid-19, ma un valido alleato in questa lotta a questo nemico invisibile che ha confinato in casa miliardi di persone lo abbiamo! In questo articolo infatti, parleremo di Coronavirus e vitamina D.

Ci sono studi che hanno evidenziato che la correlazione tra Coronavirus e vitamina D non è una pericolosa fake news, bensì di una valida risorsa per indebolire il virus.

Precisiamo che fino ad ora non esistono cure preventive per Covid-19, però addentriamoci più nello specifico per capire ciò che lega Coronavirus e vitamina D.

Gli studi scientifici

Due studi, uno inglese l’altro dell’Università di Torino, hanno evidenziato che una carenza di vitamina D, in gergo tecnico Ipovitaminosi D, espone chi ne è affetto a maggiori rischi di infezioni ed a forme più gravi di malattie virali compreso l’aggravarsi delle sintomatologie del Coronavirus, mentre gli studi evidenziano che chi possiede corretti livelli nel sangue di vitamina D in caso di positività al virus ha un decorso molto più lieve, in molti casi si manifesta solamente sottoforma di raffreddore.

Quale ruolo ha la vitamina D nel nostro organismo?

Le evidenze hanno dimostrato che nella maggior parte delle complicanze derivate da Covid-19 le persone colpite soffrivano di Ipovitaminosi D, allargando il campo d’azione all’intera Europa, l’Italia e la Spagna sono i due Paesi che hanno la maggior concentrazione di popolazione con carenza di vitamina D e sono risultati anche i due Stati più colpiti dalla pandemia.

Un cenno a parte merita la Svizzera, qui non si sono registrati dati allarmanti se non per la fetta di popolazione degli over 65, la più duramente colpita (come d’altronde in Italia e Spagna) e quella risultata più esposta al virus del Sars-Cov-2 in quanto quella con i più bassi livelli di vitamina D nell’organismo.

Sembrerebbe, quindi, che il raggiungimento di adeguati livelli di vitamina D nel sangue possa determinare una maggiore resistenza all’infezione scaturita dal Coronavirus, questa tematica è al vaglio di molti studi scientifici volti a dimostrarne la veridicità.

La correlazione tra Coronavirus e vitamina D è comunque stata dimostrata, in quanto sono entrambi strettamente legati alla proteina Ace2 che il virus sfrutta per entrare nelle cellule mentre normalmente l’Ace2 agisce come anticorpo neutralizzante e la vitamina D ne favorisce il rafforzamento.

La cura per il Coronavirus è la vitamina D?

Assolutamente no! Questo ci teniamo a precisarlo, la supplementazione di una vitamina non può curare o eliminare un’infezione virale, però rappresenta un importante alleato per evitare complicanze.

Infatti, in questo preciso momento, il virus non sta rallentando la sua corsa, bensì siamo noi che tornando ad uscire di casa, stando all’aria aperta, prendendo il sole o integrando nella nostra dieta la vitamina D, abbiamo rafforzato ed aumentato le barriere nei confronti del virus rendendogli la “vita” molto più difficile.

Un dato significativo è che ad oggi l’80% dei pazienti positivi in Italia ha livelli normali di vitamina D ed un decorso della malattia simil-influenzale.

Consigli per aumentare il livello di vitamina D

Vogliamo concludere l’articolo di oggi con alcuni consigli su come aumentare i livelli di vitamina D, il modo più semplice è esporsi al sole per circa mezz’ora al giorno, soprattutto se si è più anziani, in quanto sono la categoria che ne è più carente.

Un altro modo per aumentare i livelli di questa vitamina è in cucina, qui l’alimento principe è l’olio di fegato di merluzzo (anche se non ha un sapore molto gradevole), in alternativa si può mangiare tonno, trota, salmone o uova.

In ultimo, se non si riesce in altri modi, si può sempre ricorrere ad una supplementazione della vitamina tramite integratori alimentari, in questo ambito il Ministero della Salute italiano si è espresso il mese scorso sull’apporto massimo giornaliero che deve essere di 50 microgrammi. Invece, nei casi in cui la vitamina sia “pura” (quindi non inserita insieme ad altre vitamine o minerali), l’apporto massimo consigliato negli adulti è tra i 10 ed i 25 microgrammi al giorno.

In conclusione

Oggi abbiamo ricercato le possibili relazioni tra Coronavirus e vitamina D, abbiamo compreso che non si tratta di una fake news, ma la supplementazione della vitamina D può essere una valida alleata del nostro organismo nella lotta a questa pandemia.

Ti ricordiamo che assumere la vitamina D potrebbe ridurre al minimo la forza del virus oltre che portare un giovamento generalizzato alle tue difese immunitarie.

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